Hai notato una piccola differenza tra la tua casa e il progetto originale? Niente panico: non sempre si tratta di un abuso edilizio.
La legge, infatti, prevede dei margini di scostamento chiamati tolleranze costruttive: piccole differenze che sono considerate “normali” e che non vanno sanate, perché non sono vere e proprie irregolarità.
Cosa sono, in parole semplici
Quando una casa viene costruita, è quasi impossibile che tutto corrisponda al millimetro al progetto approvato. La legge lo sa, e per questo ammette dei piccoli scostamenti che non vengono considerati un problema.
Questa regola si trova nell’articolo 34-bis del Testo Unico dell’Edilizia, aggiornato di recente con il cosiddetto Decreto Salva Casa. In pratica: se la differenza tra ciò che è stato costruito e il progetto è piccola (dipende dalle percentuali) e non cambia la sicurezza o il funzionamento della casa, non è un abuso.
Qualche esempio pratico
- Una stanza un po’ più piccola o più grande di qualche centimetro rispetto al progetto.
- Un materiale leggermente diverso da quello previsto, che però non cambia la sicurezza o le prestazioni della casa.
- Un piccolo errore nei disegni tecnici, che non ha conseguenze pratiche.
Perché è utile saperlo
Molte persone, trovando una differenza tra casa e progetto, pensano subito di dover fare una pratica di sanatoria, con relativi costi e tempi. Ma se si tratta di una tolleranza, questo non serve: è tempo e denaro risparmiati.
D’altra parte, non tutte le differenze sono tolleranze: alcune vanno regolarizzate, soprattutto se vuoi vendere casa, ristrutturare o richiedere nuovi permessi. Per questo è importante non fare da soli, ma farsi aiutare da chi può valutare la situazione con occhio esperto.
Hai un dubbio sulla tua casa? Scrivimi: con una verifica tecnica capiamo insieme se si tratta di una semplice tolleranza o di qualcosa da sistemare, evitandoti spese inutili.

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